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Design, parole e diritto - A Gov.uk fanno le cose per bene

Design, parole e diritto - A Gov.uk fanno le cose per bene
di Avv. Giorgio Trono  • Newsletter #15 • Visualizza online

Nei 3 mesi dalla mia ultima newsletter sono stato molto impegnato sul fronte legal design: ho tenuto 2 corsi, ho concluso un progetto in campo privacy e (finalmente!) ho iniziato a scrivere un libro.
Ho anche continuato a pubblicare notizie sul mondo del legal design nel mio canale Telegram.
Tanta carne al fuoco che mi ha portato a fare alcune considerazioni. 
Da tempo sostengo che il concetto mainstream (almeno qui in Italia) di legal design come contratti/informative privacy/documenti visuali sia piuttosto riduttivo. 
Pensa all’autocertificazione per uscire di casa durante la pandemia. Ti sarebbe cambiato qualcosa se fosse stata con un layout più decente? Non credo, perché il problema è l’autocertificazione cartacea in sé, che nel 2021 è uno strumento che solo il burocrate di turno poteva partorire.
Ho ripensato a questo quando ho letto che quelli di Gov.uk (sempre loro!) che hanno deciso di rendere accessibili, facili da usare e facilmente processabili tutti i moduli presenti sui siti governativi inglesi. 
Tra le altre varie ricerche fatte, hanno calcolato che per inserire dei dati su un pdf (o, peggio, su un documento magari in formato .doc) ci si mette, in media, 8 minuti in più. Come risolvere il problema? Ad esempio, è stato creato un form builder – cioè uno strumento con cui costruire i modelli da compilare su un sito – messo a disposizione di tutta la pubblica amministrazione, compreso il Ministero della giustizia. Già questo è fantascienza per noi quaggiù. Loro vogliono andare ancora oltre e ci stanno lavorando.
Quindi, non pdf più semplici da compilare o da leggere ma addio ai pdf! 
Tratto da Content design di Sarah Richards
Tratto da Content design di Sarah Richards
Progettare più che visualizzare
Durante un progetto su una informativa privacy – in cui si trattava di consegnare una struttura replicabile nel tempo e nello spazio, ossia tra le varie realtà del gruppo aziendale – sai quanto tempo abbiamo impiegato per parlare di elementi visuali? 
Una manciata di minuti, niente di più. È stata più una questione di architettura delle informazioni, di organizzazione dei contenuti e anche di linguaggio inclusivo.
A proposito di linguaggio inclusivo, mi sembra si sottovaluti un aspetto: il problema non riguarda solo il linguaggio di genere quanto l’uso dei tecnicismi, anche di quelli che magari reputiamo più scontati. 
Quanti che non siano esperti privacy o marketing sanno cosa significhi “profilazione”? 
In definitiva, il mio consiglio ad un giurista a cui interessa il legal design é: pensare più in termini di progettazione dei contenuti che di mera visualizzazione dei contenuti. 
Puntare in alto
È necessario allargare lo sguardo, essere ambiziosi per sprigionare le potenzialità del design nel campo del diritto. 
Primo esempio: è stato appena pubblicato dal Ministero dell’Economia un regolamento sulla sandbox nel campo del fintech. Paroloni per dire, in sostanza, che finalmente anche in Italia stiamo prototipando e testando le regole! 
Scrivo “anche in Italia” perchè alla prototipazione delle policy stanno lavorando da tempo alcuni stati degli USA in collaborazione con il legal design lab di Stanford. 
Secondo esempio: torno in UK dove c’è un bel progetto che promette di trasformare il modo in cui i servizi urbanistici (permessi di costruire, concessioni, autorizzazioni: hai presente? ) sono forniti.
Ti consiglio di leggere un annuncio di lavoro legato al progetto: ti farà intuire le potenzialità del legal design. Ah, cercano un “digital planning services designer”.
Sei capace di rappresentare una norma con un diagramma di flusso?, chiedono.
Sei capace di rappresentare una norma con un diagramma di flusso?, chiedono.
Tutto questo per dire, simpatica l’informativa privacy a fumetti (effimera quanto un tweet o un post su LinkedIn, sospetto), ma vogliamo provare a migliorare davvero la vita delle persone?
Alcune cose che ho scritto (e creato)
• In queso post, parlo proprio di ambizione e del ruolo del legal designer.
• Ho scritto un articolo per Architecta (proprio quest’anno che mi sono associato!)
• Il mio canale Telegram dedicato al legal design.
• E, infine, un mio lavoro, fatto insieme al designer Maurizio Piacenza e per conto della software house Mondora, su un documento contrattuale di Sorgenia.
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Avv. Giorgio Trono

Progettare documenti e servizi legali seguendo i principi dello human centered design: le mie riflessioni sul legal design e sulla scrittura giuridica.

Informativa privacy: https://www.giorgiotrono.it/privacy/

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Curato con passione da Avv. Giorgio Trono con Revue.