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Design, parole e diritto - aiutare la vittima di uno stupro

Design, parole e diritto - aiutare la vittima di uno stupro
di Avv. Giorgio Trono  • Newsletter #5 • Visualizza online

Per la vittima di un abuso sessuale è traumatico non solo l’abuso in sé ma anche ciò che accade dopo.
Due designer hanno provato a rendere meno traumatico questo dopo: due progetti che evidenziano come il legal design sia un qualcosa che va ben al di là della sola visualizzazione di una norma. 
Il legal design come riprogettazione di un servizio: la denuncia dell'abuso
Nell’ambito di un progetto organizzato dalla Ensci, rinomata scuola di design parigina, una studentessa ha riprogettato l’intera procedura cui è sottoposta vittima di un abuso sessuale, concentrandosi su tre momenti: quello in cui la vittima si informa sui propri diritti, la denuncia, ciò che segue la denuncia.
La compliant journey map
La studentessa ha incontrato le vittime di abusi, alcuni poliziotti che hanno ricevuto questi tipi di denunce; ha analizzato la documentazione relative alle denunce e il tipo di formazione ricevuto dai poliziotti per assolvere questo delicato compito.
Così ha potuto ricostruire la “compliant journey map”.
Ha cioè ricostruito l’intero percorso della vittima, a partire dal momento in cui deve denunciare l’abuso, individuando tutti gli attori coinvolti nel percorso.
I pain points 
Questo le ha permesso di individuare alcuni pain points (punti critici): ad esempio, l’arrivo nella stazione di polizia, a causa soprattutto di come sono organizzati gli spazi fisici e della interazione con i poliziotti. 
Gli spazi a volte non permettono la necessaria riservatezza, i poliziotti spesso non hanno ricevuto alcun tipo di formazione nell'avere a che fare con denunce per abusi sessuali e quindi possono risultare inopportuni o violenti nell’interagire con la vittima. 
Grazie alla user research ha potuto quindi individuare una serie di problemi, proponendo delle soluzioni tali da rendere meno dura l’esperienza per la già provata vittima di un abuso.
Soluzioni che riguardano anche l’organizzazione dello spazio fisico.
Installare un pannello acustico per garantire la riservatezza
Installare un pannello acustico per garantire la riservatezza
Il legal design come (ri)progettazione di un prodotto: il kit stupro
Il secondo progetto è relativo al cosiddetto kit stupro: un set di strumenti, contenuti in una confezione sigillata, che permettono al personale sanitario di raccogliere e conservare le prove di un reato di tipo sessuale. 
La designer Antya Waegemann, come volontaria, ha supportato le presunte vittime di abusi sessuali che si presentavano al pronto soccorso di un ospedale di New York. 
Ha potuto così constatare di persona l’inefficacia del kit utilizzato per raccogliere le prove dell’abuso sessuale. 
Il kit è difficile da utilizzare per le infermiere che lo maneggiano, specie per la prima volta: è composto da 15 buste, con dentro varie strumenti, da utilizzare seguendo istruzioni molto complesse e poco chiare.
 Per questo a volte la raccolta delle prove a cui ha assistito Waegemann si prolungava anche per 10 ore, durante le quali le infermiere erano talmente impegnate a capire cosa fare, da trascurare la vittima, i suoi dolori, la sua ansia e la sua preoccupazione. 
Current Rape Kit on Vimeo
Current Rape Kit on Vimeo
Questa esperienza ha spinto Waegemann a riprogettare il kit, con l’obiettivo di costruirlo partendo dai bisogni della vittima, delle infermiere e dei medici. 
In fase di ricerca ha scoperto che il kit è stato ideato nel 1970 da un poliziotto di Chicago, Louis Vitullo, a capo di un laboratorio di analisi, per poi essere adottato a livello nazionale. La storia del kit, secondo Waegemann, spiega molti dei problemi del kit stesso: è stato progettato da un uomo, avendo in testa chi deve analizzare le prove e non certo la vittima. 
Il kit è stato riprogettato sotto vari aspetti: le istruzioni sono state semplificate e ridisegnate in stile Ikea, in modo da ridurre il carico cognitivo di infermiere e dottori e da accorciare i tempi della visita.
La scatola del kit
La scatola del kit
Una delle buste del kit
Una delle buste del kit
Waegemann ha anche creato una app con cui spiegare passo dopo passo alla vittima il tipo di esami a cui viene sottoposta: le vittime infatti apparivano preoccupate anche dal non capire cosa stessero facendo le infermiere e spesso durante la visita usavano il cellulare per distrarsi. 
L'app
L'app
Al momento Waegemann sta affrontando tutta la procedura necessaria per fare approvare il suo kit: il suo obiettivo è quello di farlo utilizzare nel pronto soccorso degli ospedali dello Stato di New York. 
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Avv. Giorgio Trono

Progettare documenti e servizi legali seguendo i principi dello human centered design: le mie riflessioni sul legal design e sulla scrittura giuridica.

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Curato con passione da Avv. Giorgio Trono con Revue.