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Design, parole e diritto - (non) evidenziare tutto

Design, parole e diritto - (non) evidenziare tutto
di Avv. Giorgio Trono  • Newsletter #2 • Visualizza online

Si dice che un giorno Niels Bohr, premio Nobel per la Fisica, stesse mostrando il proprio giardino ad un collega scienziato il quale, meravigliato, notò un ferro di cavallo appeso all’ingresso del capanno degli attrezzi. “Non crederai mica a queste superstizioni?”, chiese il collega.
Bohr rispose: “Mi hanno detto che porta fortuna anche se non ci credi!”. 
Questo aneddoto mi ricorda di quando un avvocato presso cui lavoravo mi esortava a scrivere in maiuscolo o a sottolineare (e magari in neretto o, peggio, in maiuscolo-neretto-e-sottolineato) alcune parti degli atti processuali.
“Così il giudice capisce che è un parte a cui fare particolare attenzione!”.
“Qualche giudice le ha suggerito di fare così?”, ribattevo.
“No, ma tu fallo!”, concludeva l'avvocato sicuro del fatto suo.
Un atto processuale confusionario
Un atto processuale confusionario
Ma è davvero così? Ci sono prove empiriche che dimostrano l’efficacia di questa pratica così diffusa tra gli avvocati? 
No, non ci sono. Anzi ci sono ricerche che dimostrano proprio il contrario: scrivere in maiuscolo intere frasi può essere controproducente.
E quindi?
Scrivere in maiuscolo: sì, ma con giudizio.
Scrivere tutto il testo in maiuscolo può essere fatto, ma con alcuni limiti. 
Intere parole o frasi scritte con le lettere maiuscole sono più difficili da leggere che se scritte con le lettere minuscole.
Siamo infatti abituati a leggere il testo scritto in minuscolo; ogni deviazione da questa abitudine comporta per noi lettori (e anche per i giudici!) un maggiore sforzo cognitivo. 
Non solo: il nostro cervello riconosce le parole anche in base al loro contorno. 
Il contorno delle parole scritte in minuscolo varia da parola a parola, poiché è variabile la forma delle lettere minuscole: alcune hanno un tratto ascendente (b d h l), altre un tratto discendente (g p q j), altre né l’uno né l’altro (a e o n). 
Nel caso di parole scritte con lettere maiuscole, il contorno diventa uniforme, di forma rettangolare; per questo facciamo più fatica a riconoscerle.
Esempio 
Motivi di diritto
MOTIVI DI DIRITTO
Due semplici regole
Quando usare le maiuscole? Per scrivere un titolo che sia più corto di una linea, ad esempio.
Al contrario, è da evitare ad ogni costo un intero paragrafo in maiuscolo.
Non copiamo gli americani
Un cattivo esempio, di derivazione americana, è dato dal modo in cui sono scritte certe clausole contrattuali, come quelle che escludono ogni tipo di responsabilità.
IN NESSUNA CIRCOSTANZA, IVI COMPRESA, SENZA ALCUNA LIMITAZIONE LA NEGLIGENZA, ALFABETA SPA E I SUOI COLLABORATORI, POTRANNO ESSERE RITENUTI RESPONSABILI PER QUALSIASI DANNO DIRETTO, INDIRETTO, INCIDENTALE, CONSEQUENZIALE, LEGATO ALL'USO DEL PRESENTE SITO WEB O DI ALTRI SITI WEB AD ESSO COLLEGATI DA UN LINK IPERTESTUALE, IVI COMPRESI SENZA ALCUNA LIMITAZIONE, I DANNI QUALI LA PERDITA DI PROFITTI O FATTURATO, L'INTERRUZIONE DI ATTIVITÀ AZIENDALE O PROFESSIONALE, LA PERDITA DI PROGRAMMI O ALTRO TIPO DI DATI UBICATI SUL SISTEMA INFORMATICO DELL'UTENTE O ALTRO SISTEMA.
Chi scrive in questo modo lo fa per attirare l’attenzione su una certa clausola (“ehi, leggi qui: è importante!) ma raggiunge l’effetto opposto: un paragrafo tutto in maiuscolo è difficile da leggere e difficilmente verrà letto con attenzione.  
Questa conclusione è stata raggiunta anche da una recente ricerca dell’Università dell’Alabama che ha preso in esame i termini d’uso dei 500 siti web più visitati negli Stati Uniti, scoprendo che il 77% di questi documenti contiene almeno una clausola scritta tutta in maiuscolo. 
Lo studio ha confermato che clausole di questo tipo vengono lette e comprese con più difficoltà: non raggiungono l’obiettivo in base al quale sono state scritte in quel modo perché, in realtà, sono state scritte senza considerare le esigenze e le capacità del lettore a cui sono destinate. 
In definitiva, senza considerare come funziona il nostro cervello. 
La stessa regola vale per gli atti processuali (e per il cervello dei giudici, verrebbe da dire). 
Tanto da spingere il giudice Kozinski, della Corte Suprema degli Stati Uniti, ad affermare “non c’è niente di magico nelle lettere maiuscole”: rimarranno delusi gli avvocati che pensano che il tasto caps lock serva a rendere istantaneamente evidente alcune parti del testo.
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Avv. Giorgio Trono

Progettare documenti e servizi legali seguendo i principi dello human centered design: le mie riflessioni sul legal design e sulla scrittura giuridica.

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Curato con passione da Avv. Giorgio Trono con Revue.