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Design, parole e diritto - pubblici ministeri ed empatia

Design, parole e diritto - pubblici ministeri ed empatia
di Avv. Giorgio Trono  • Newsletter #9 • Visualizza online

Un serbatoio di empatia.
È ciò di cui hanno bisogno i procuratori distrettuali americani (l’equivalente del nostro pubblico ministero) secondo Adam Foss, egli stesso procuratore a Boston, nonché protagonista di un TED talk (il link è in fondo a questa newsletter).
Adam Foss
Adam Foss
Per riempire questo serbatoio ha fondato Prosecutor Impact, una ong dedicata a formare i nuovi procuratori, ad insegnare loro come usare al meglio il grande potere che è nelle loro mani: decidere sulla libertà di un individuo. 
Come dimostrato da diverse ricerche, la capacità di guardare le cose dal punto di vista altrui è inversamente proporzionale al potere posseduto. Più si è potenti, meno si è capaci di mettersi nei panni altrui, di cogliere e comprendere le emozioni altrui, di adattare i propri comportamenti alle altre persone. 
Di questo è consapevole Adam Foss: la stragrande parte dei procuratori sono giovani, cresciuti in quartieri benestanti, che conoscono poco o nulla delle comunità da cui provengono gli individui che sono chiamati a perseguire in nome della legge.
I dati che aiutano a definire il problema: l'incarcerazione di massa negli Stati Uniti
Faccio un passo indietro per inquadrare meglio il problema: gli Stati Uniti sono il paese con la più alta popolazione carceraria al mondo: hanno meno del 5% della popolazione mondiale e circa il 25% della popolazione carceraria mondiale.
Per questo negli Usa si parla di “incarcerazione di massa”.
Nel 2017, i neri erano il 12% della popolazione americana adulta e il 33% di quella carceraria; gli ispanici il 16% della popolazione adulta e il 23% di quella carceraria; i bianchi il 64% degli adulti e il 30% dei carcerati. 
L’incarcerazione di massa, dunque, riguarda soprattutto coloro che non sono bianchi. 
Foss evidenzia un ulteriore dato: negli Usa il tasso di recidiva è superiore al 70%. È evidente che il sistema carcerario non funzioni. Come trovare una soluzione? 
Secondo Foss, un pubblico ministero (carica elettiva negli Usa) è giudicato in base alle condanne che ottiene, per questo non è incentivato ad essere creativo, a non fare come si è sempre fatto e a prendersi dei rischi; ad esempio, proponendo percorsi alternativi al carcere di tipo assistenziale e rieducativo. 
Il primo passo per cambiare la mentalità di un pubblico ministero è “riempire il suo serbatoio di empatia”. 
Come riempire il serbatoio
Nel programma messo in piedi da Prosecutor Impact, un giorno del training è dedicato ad una esperienza immersiva: i procuratori prendono lo stesso autobus (con tanto di sbarre ai finestrini) che conduce il condannato dal tribunale al carcere della contea. 
Arrivati in carcere i procuratori passano almeno 5 ore a parlare con condannati all’ergastolo per reati commessi anche decenni prima.
Un altro giorno dell’addestramento è dedicato ad un tour nei quartieri più degradati della città durante il quale i procuratori parlano con i volontari delle organizzazioni di quartiere: chi meglio di loro conosce i problemi della comunità e può suggerire le possibili soluzioni (alternative al carcere)? 
Il secondo passo del programma è fare studiare ai procuratori argomenti che non hanno mai affrontato nella facoltà di giurisprudenza: scienze sociali, psicologia, scienze cognitive e comportamentali. 
Cognizioni che aiutano loro a prendere decisioni informate sulla libertà degli accusati di un crimine.  
Secondo Foss, l’unica metrica sulla base della quale un procuratore deve prendere una decisione non deve essere più “non combinare casini” ma “pensa al lungo termine”; pensa a cosa può accadere ad un eventuale condannato e alla comunità intera non all’indomani della condanna ma dopo 5-10-20 anni dalla condanna. 
Non a caso Foss dice che questo è un modo per “reframe the way that we do this job”.
A proposito di empatia: un mio articolo
Se chi ha ideato lo strumento dell’informativa privacy si fosse messo nei panni di tutti coloro che quotidianamente dovrebbero leggerne una, avrebbe pensato ad un modo migliore per trasmettere quelle informazioni. Eppure l’informativa privacy rimane “il meccanismo regolatorio peggiore ad eccezione di tutti gli altri”, come ha detto qualcuno parafrasando Churchill. 
Come progettarne una migliore? Ne parlo in questo articolo, dove cito la novità della Apple: dal 2021 chi ha un iPhone vedrà una informativa sotto forma di etichetta nutrizionale. Si parla di questo formato sin dal 2002. Sarà efficace? 
** Un hackaton sul legal design **
Gli amici di Legal Hacker Roma hanno organizzato un hackaton online sul legal design. Farò parte della giuria, che sarà presieduta dal garante privacy italiano, il prof. Pasquale Stanzione.
Può partecipare chiunque: qui puoi trovare più notizie sull'hackaton.
PER APPROFONDIRE
• Becoming Powerful Makes You Less Empathetic, un articolo della Haravrd Business Review.  
XIII emendamento. Un documentario (candidato agli oscar 2017) sull’incarcerazione di massa negli Usa. Lo trovi anche su Netflix. 
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Avv. Giorgio Trono

Progettare documenti e servizi legali seguendo i principi dello human centered design: le mie riflessioni sul legal design e sulla scrittura giuridica.

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Curato con passione da Avv. Giorgio Trono con Revue.